
di Riccardo Luna
Alla New York Climate Week è stato presentato il rapporto sullo stato di salute del pianeta. Lo scienziato: «L’aumento della temperatura dei mari? Un enigma. Entro la fine del secolo la temperatura aumenterà di altri 3 gradi. Ma non siamo ancora spacciati»
«Il paziente sta male, sta sempre peggio. Ma non è ancora in pericolo di vita. Possiamo salvarlo. Possiamo salvarci». Quando parla Johan Rockstrom il «pianeta Terra» diventa il «paziente Terra». Un grande malato da curare prima che gli organi collassino e la vita sparisca. La metafora del paziente l’ha creata recentemente quando si è accorto che il suo messaggio nel passava. Nel 2009 infatti aveva coniato l’espressione dei «confini planetari»: si tratta di nove processi biofisici fondamentali per la vita sul pianeta. Per dire, il cambiamento climatico è uno dei nove. Il superamento dei confini comporta degli squilibri gravi, che possono diventare irreversibili. Ora la metafora l’ha trasformata nel Planetary Health Check: lo stato della salute del pianeta paragonato quindi ad un essere umano. Così forse lo capiamo meglio di cosa stiamo parlando: «Per noi l’aumento di un grado di temperatura è un problema, non andiamo a lavorare, magari prendiamo una aspirina;




