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Le bollette più care d’Europa le pagano le Pmi bresciane

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di Massimiliano Del Barba

L’analisi Confartigianato: 135 milioni di extracosti nel 2025 per tasse e imposte

È come correre sulla sabbia con uno zaino riempito di pietre sulla schiena. Si può essere anche molto allenati, certo non si è competitivi. Secondo l’ultima analisi dell’Ufficio Studi di Confartigianato, Brescia sarebbe la provincia italiana con il maggiore extracosto causato dal differenziale di prezzo dell’energia elettrica rispetto agli altri Paesi dell’Unione europea: 135 milioni di euro nel 2025. Un divario enorme, che precede addirittura anche Milano, con 123 milioni, Napoli con 108 milioni e Taranto con 100 milioni. E un primato negativo che si inserisce in un quadro lombardo altrettanto pesante: la Lombardia è la regione italiana con il maggiore extracosto complessivo, pari a 700 milioni di euro, quasi un quinto dei 3,674 miliardi pagati in più dalle imprese italiane rispetto alla media dell’Unione.

È la stessa Confartigianato a spiegare il dato allarmante. A livello nazionale, infatti, le micro e piccole imprese pagano l’elettricità 25,99 centesimi di euro per kWh, il 17,9% in più rispetto alla media Ue, che è di 22,04 centesimi. A pesare sono soprattutto accise e oneri generali: il prelievo fiscale e parafiscale sulle bollette delle piccole

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