L’Agenzia delle Entrate ha avviato una serie di controlli su alcuni tennisti residenti in Italia. Il commercialista Del Federico: “Il prize money è legato ai risultati, per questo non deve essere applicata l’Iva”
Giornalista
23 settembre – 16:24 – MILANO
È l’età dell’oro del tennis italiano. Con Jannik Sinner numero uno al mondo e una generazione di top player – da Flavio Cobolli a Lorenzo Musetti, fino a Jasmine Paolini – il movimento non è mai stato così forte. E insieme ai successi in campo cresce anche l’attenzione del Fisco. L’Agenzia delle Entrate ha infatti avviato una nuova stagione di controlli nei confronti di alcuni tennisti residenti in Italia e titolari di partita Iva, contestando, tra le altre cose, la mancata applicazione dell’Iva sui prize money incassati dai tornei in Italia e la conseguente omissione della fatturazione. Le verifiche non si focalizzano sui big azzurri, che sono quasi tutti residenti all’estero. Per capirne di più ci siamo rivolti a Luca Del Federico, commercialista e revisore contabile con una vasta esperienza nel tennis. “In Italia – dice – il quadro degli accertamenti fiscali è in




