
Oggi le auto sono sempre più pervase da dispositivi tecnologici avanzati. Eppure nel mondo delle flotte si fa ancora fatica ad accelerarne la diffusione. La questione è stata affrontata durante il secondo talk del Fleet & Business Day 2026. Un panel di esperti ha affrontato l’argomento, ampliando progressivamente lo sguardo anche alle applicazioni di intelligenza artificiale.
L’intera discussione è partita da una presentazione di Cristiano Resta, responsabile tecnico della pista di Quattroruote, che si è soffermato, innanzitutto, sugli Adas: “Oggi vi assicuro, a fronte dei quasi 500 veicoli che abbiamo testato in circa 8 anni di attività specifica, sui veicoli allestiti con i sistemi di assistenza al conducente, le prestazioni sono veramente straordinarie. Qualcuno già riconosce che effettivamente in alcune circostanze la capacità di reazione automatica del veicolo può essere superiore a quella del conducente”.
Non mancano, però, dei rischi, a partire da un “eccesso di fiducia” che “può portare a una disconnessione dall’ambiente” circostante. All’opposto, invece, c’è chi considera questi sistemi troppo invasivi e quindi non li utilizza per nulla.
Ma qual è il maggior ostacolo alla loro diffusione? Per Maurizio Capogrosso, presidente Osservatorio Top Thousand, è “la mancanza di una standardizzazione, almeno per quanto riguarda i comandi principali”.




