
Ogni teoria pokeristica si può espandere in concetti più avanzati. Una delle prime “mosse” che in tanti mettono in pratica è il cosiddetto “squeeze play” che consente spesso di vincere un po’ di chips senza vedere il flop. Capire il divario di range tra original raiser e chi chiama è una chiave fondamentale
Al tavolo da poker è importante conoscere la teoria ma è fondamentale adattare la nostra conoscenza alla tipologia di avversari che andiamo ad incontrare. Una mossa come lo squeeze play può essere basico o avanzato: nella nostra guida al gioco vediamo i passi principali
CONOSCI I TUOI AVVERSARI—
Come spesso tendiamo a fare quando parliamo di tecnica e strategia, è importante separare la teoria dagli esempi pratici. I secondi ci aiutano tanto perché sono situazioni “di campo” ma senza la giusta dose di lezione teorica non si va da nessuna parte. Avevamo parlato dello squeeze play in maniera basilare: come e quando farlo, vantaggi e svantaggi di questa tipologia di azione. Ora ci spingiamo un po’ più in là allargando il discorso con un’infarinatura un po’ più avanzata. La chiave per attuare uno squeeze vincente è quella di conoscere gli avversari (ne servono almeno due) che stiamo affrontando.



