di Leonard Berberi
Ha scommesso sulla ripresa dopo il Covid, ha tentato di fondersi con American, sfida Delta e scommette sul «rischio di rovina». Il ritratto di un manager tra premiumizzazione, pisolini e libri
Nello «scaffale di Scott» — in un angolo della caffetteria del quartier generale di United Airlines, dentro la Willis Tower a Chicago — ci sono nove libri. Si va da «The Bourne Identity» a «36 ore in Europa», da «Il grande Gatsby e altre opere» a «Steve Jobs», da «Dune» a «The Great Influenza». «Sono alcuni dei miei preferiti e li condivido con voi», è il messaggio di Scott Kirby, l’amministratore delegato della compagnia statunitense che prova a cambiare il trasporto aereo. Chi vuole può prendere quei testi, leggerli e riportarli. «Ha trasformato l’azienda, l’ha messa in sicurezza e oggi mi sento più tranquillo nonostante quello che succede fuori», racconta al Corriere un dipendente uscito da poco da una riunione in una delle diverse salette, mentre sullo sfondo un gruppo festeggia.
Protagonista dell’anno
Kirby, 59 anni, è un amministratore delegato che molti invidiano e temono, tanti cercano di copiare, anche nelle dichiarazioni. Negli ultimi mesi è diventato un protagonista sulla stampa non solo per




