
di Viviana Mazza
La sfiducia per Vance e Rubio. «Trump è la persona giusta, ma consigliata male». L’Italia? «Non sta facendo abbastanza»
Greg Bovino sta «assolutamente esplorando e assolutamente pensando» alla possibilità di candidarsi alla presidenza nel 2028. «Dipenderà dal fatto se facciamo o no le espulsioni di massa. Qui negli Stati Uniti voglio qualcuno che sia già in politica e che sia pronto a fare quello che è necessario».
Lo ha detto ieri l’ex comandante del Border Patrol (le guardie di confine) finito al centro di proteste per gli arresti di massa di immigrati illegali nelle città americane, da Los Angeles a Minneapolis, e rimosso dal presidente Trump dopo che gli agenti uccisero due cittadini americani, Renee Good e Alex Pretti. Per quelle morti, Bovino non riconosce alcuna responsabilità, mentre incolpa i politici locali per aver incitato le proteste, come pure i media, «che fomentano questo tipo di odio contro i ragazzi in verde» (così chiama gli agenti).
Bovino era stato invitato a parlare ad un incontro del club dei giovani repubblicani di New York, dove gli è stato detto che il suo cappotto verde paragonato dal New York Times a quello dei nazisti




