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Caro energia, cartiere a rischio e le difficoltà si riflettono anche sul riciclo: «Un tetto al prezzo del gas»

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Poli (Assocarta): per le cartiere il gas è una vera e propria materia prima: vale il 20-25% del fatturato. La richiesta: un tetto al gas come nel ‘22

La filiera italiana della carta affronta un’altra fase di tensione. Da gennaio a maggio 2026 c’è stato un calo del fatturato del 5,1% e di consumi del 7,6%, anche a causa del mercato dell’energia sotto pressione. «Siamo in un’economia di guerra», spiega Lorenzo Poli, presidente di Assocarta. Per le cartiere il gas è una vera e propria materia prima: «Vale il 20-25% del fatturato». Il suo costo è aumentato rapidamente: «A luglio il prezzo era intorno ai 40 euro, due mesi dopo siamo a oltre 80 — aggiunge —. Ma finora siamo riusciti a scaricare sul mercato finale appena il 10%, il resto grava sulle imprese». 

domanda è debole e non aiuta a sostenere i maggiori costi. I produttori faticano a recuperare le spese, tanto che alcune cartiere hanno già rallentato la produzione. «La strategia è ridurre i giorni di attività e, dove necessario, ricorrere alla Cig — dice Poli —. Ma se la situazione dovesse protrarsi, molte rischiano di chiudere». Le difficoltà si riflettono anche sul riciclo, perché diminuisce la domanda

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