Si è appena conclusa la vendemmia 2026 del Primitivo di Manduria, con un bilancio positivo sul piano qualitativo. Il Consorzio di Tutela parla di uve sane, integre e caratterizzate da gradazioni elevate, mentre sul fronte quantitativo si registra una flessione di circa il 20% rispetto allo scorso anno. La raccolta è iniziata in anticipo rispetto alle consuete tempistiche, anche a causa delle alte temperature estive, che hanno accelerato il ciclo vegetativo senza compromettere lo stato sanitario delle uve. Le prime valutazioni indicano un’annata di livello medio-alto, con prospettive interessanti per vini caratterizzati da struttura, concentrazione e intensità aromatica.
Primitivo di Manduria, vendemmia 2026: uve sane ma raccolto in calo del 20% La crescita della denominazione e il valore delle uve
Il bilancio della vendemmia si inserisce in un momento nel quale la denominazione deve affrontare anche il tema della remunerazione della materia prima. La crescita dei volumi imbottigliati, infatti, non è ancora accompagnata da un analogo incremento del valore riconosciuto alle uve. Il Consorzio sottolinea però che si tratta di indicatori differenti: l’aumento dell’imbottigliato rappresenta un segnale positivo per la capacità commerciale della denominazione, ma non determina automaticamente




