
di Paolo Valentino
Il premier canadese, nel suo intervento a Strasburgo, ha entusiasmato i deputati europei
È più che evidente che Mark Carney abbia studiato a Oxford, dove anche chi segue il corso di laurea in economia deve cimentarsi per amore o per forza con l’alta letteratura. E ieri a Strasburgo, retroterra culturale, il premier canadese lo ha usato con rara efficacia. C’era molto Goethe, nel discorso che ha entusiasmato i deputati europei.
Quello che passeggiava, meditava e perfino scriveva nei boschi dell’Ettersberg, sopra Weimar, in Turingia, al punto che una grande quercia sulla collina prese il suo nome. Eppure, questo non impedì che l’albero più di un secolo dopo si trovasse incluso nel perimetro del campo di concentramento nazista di Buchenwald, uno dei luoghi più mortiferi dell’Olocausto, simbolo del fallimento morale dell’umanità. Si racconta che i suoi rami vennero perfino usati dai carnefici hitleriani, nel silenzio della popolazione locale che vedeva e sapeva, come forche per impiccare gli ebrei.
Ecco, ha detto Carney, il destino della «Quercia di Goethe» ci mostra che i valori della democrazia e i diritti fondamentali dell’uomo non sono mai dati per sempre. E qui il primo ministro ha citato il




