Tra le tante forme curiose di antiamericanismo suscitato dal personaggio mostruoso che sta alla Casa Bianca, c’è un improvviso innamoramento di tanti europei per la Cina. Tutto quello che fa la Cina è fantastico, meraviglioso perché pur di trovare un contraltare, un contrappeso all’America di Trump, la Cina va benissimo e si finisce per ammirare di tutto senza grande discernimento.
Per esempio, spesso si sentono delle lodi sperticate al progresso tecnologico cinese nella robotica, nell’automazione industriale. Ogni tanto, per far vedere quanto sono bravi, ci divertono anche con i robot che corrono la maratona, i robot che fanno partite di calcio.
Ma dietro c’è una realtà molto sostanziale, molto precisa, di una robotica avanzatissima, sofisticata, che ha una serie di utilizzazioni in campo industriale e non solo. Ogni volta che torno in Cina e da quelle parti i robot che fanno funzione di camerieri negli alberghi, nei ristoranti sono ormai una cosa normalissima a cui tutti si stanno abituando. I robot fattorini delle consegne e così via.
C’è un piccolo dato che gli Europei, nella loro ammirazione sconfinata per tutto ciò che è cinese, omettono di aggiungere: i robot cinesi sono xenofobi, letteralmente, nel senso che nascono anche




