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Visite mediche, quando e come puoi pagare solo il ticket anche dal privato

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Una visita neurologica prescritta come “breve” e fissata dopo due mesi, una risonanza magnetica che dovrebbe essere eseguita entro poche settimane ma per la quale il primo posto disponibile arriva molto più avanti, oppure un esame diagnostico per il quale il CUP propone una data incompatibile con la priorità indicata dal medico: è una situazione nella quale si trovano moltissimi italiani e che spesso sembra lasciare soltanto due alternative, aspettare oppure rivolgersi al privato pagando di tasca propria.

In realtà esiste una terza strada, prevista dall’ordinamento e legata proprio al rispetto dei tempi massimi delle liste d’attesa, che consente al cittadino di chiedere al Servizio sanitario l’attivazione di un percorso alternativo quando la prestazione non può essere garantita entro il termine previsto dalla prescrizione. A seconda dell’organizzazione regionale e aziendale, la soluzione può essere individuata in un’altra struttura pubblica, in una struttura privata accreditata oppure, nei casi previsti, nell’attività libero-professionale intramuraria, la cosiddetta intramoenia, con il paziente chiamato a sostenere soltanto l’eventuale ticket che avrebbe pagato attraverso il Servizio sanitario.

È però proprio qui che nasce l’equivoco più pericoloso: non significa che chi trova una lista d’attesa troppo lunga possa scegliere autonomamente uno specialista privato, pagare la fattura e chiedere

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