di Alessandra Puato
Il gruppo riparte dopo la perdita di Alberto Bertone con una governance allargata. Nel cda i cugini Giuseppe e Filippo a fianco del nuovo presidente Fabrizio Bertone. Il ceo Cheri: «Cnfermato il patto azionario con gli Osella»
Acque lisce ma vivaci alla Sant’Anna di Vinadio. «L’obiettivo è toccare i 500 milioni di fatturato nel 2029, dai 346 milioni dello scorso anno», dice il nuovo ceo Luca Cheri, grazie anche all’espansione in Francia dopo l’acquisto di Eau Neuve, l’acqua dei Pirenei, quasi due anni fa. Sono in arrivo nel 2027 «nuovi prodotti funzionali». L’azienda è dichiarata «non in vendita», si dice «disponibile ad acquisizioni» e il patto di azionariato con la famiglia Osella «è confermato». Sono questi i cardini della nuova fase del gruppo delle acque minerali che, mentre il mercato registra un certo fermento (la San Pellegrino ceduta da Nestlé al fondo americano Platinum, e proprio Sant’Anna si era detta interessata), prosegue la crescita in continuità, benché con una governance diversa dopo la morte di Alberto Bertone, presidente e amministratore delegato, l’11 novembre scorso a 59 anni.
Il board e i nuovi vertici
Da marzo sono cambiati i vertici e sono state poste le



