
di Marta Blumi Tripodi
Pochi slogan, ma elicotteri, tenute antisommossa e bandiere rovesciate: gli aspetti più politici del suo messaggio sono affidati alla scenografia
In Italia il grande pubblico lo conosce soprattutto come il compagno di Rihanna nonché padre dei suoi tre figli. In realtà A$AP Rocky – vero nome Rakim Mayers, classe 1988, nato e cresciuto a New York nel cuore di Harlem, il quartiere nero per eccellenza – è ben più di questo: è soprattutto uno dei rapper più ammirati della sua generazione.
Oltre ad avere il rispetto di fan colleghi, è amato da un pubblico trasversale, che parte dalla strada e arriva fino alle passerelle, a Hollywood e al mondo dello sport: negli ultimi due anni è stato testimonial di Chanel, ha recitato nel film di Spike Lee Highest 2 Lowest, ha disegnato una maglia in edizione limitata per il Milan. E, naturalmente, ha pubblicato il suo quarto album «Don’t Be Dumb», molto apprezzato da pubblico e critica.
Quello di giovedì sera all’Ippodromo Snai di Milano era il suo primo concerto italiano (nonché data conclusiva degli I-Days 2026, quest’anno 260.000 presenze in totale per la rassegna che ha visto in cartellone nomi



