
di Viviana Mazza
Il vice allunga sul rivale Rubio a colpi di raccolte fondi. E il presidente alle feste organizza i sondaggi: «Chi preferite dei due?».
DALLA NOSTRA INVIATA
DALLAS Riflettori puntati su JD Vance: ieri nella seconda serata della convention di midterm repubblicana, il vicepresidente ha avuto un’opportunità unica, un palcoscenico da cui parlare alla «base Maga» (e alla nazione) per dimostrare di essere la persona giusta a prendere il testimone da Trump come leader del partito. Ovviamente questo dipenderà dalla sua capacità di tenere unita la coalizione che rischia di sfaldarsi quando il presidente uscirà di scena.
La finzione
Uno degli obiettivi dei repubblicani, in vista di novembre ma anche del 2028, è di trasformare gli americani con bassa probabilità di andare a votare in elettori solidi del loro partito. «Vi chiedo di far finta che ci sia io sulla scheda elettorale», ha detto Trump ieri a proposito del voto di midterm. Il problema si porrà per Vance nel 2028.
L’ex veterano dell’Iraq si trova già a dover giustificare la guerra in Iran (a cui era contrario) e le spaccature che essa ha provocato nel movimento Maga. Ma Vance ha già segnato una importante vittoria, nota




