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Il drone caduto a 160 km di distanza, i cieli chiusi e l’attesa del jet di Zelensky: cosa è successo davvero in Moldavia

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di Leonard Berberi e Marta Serafini

La ricostruzione dopo gli allarmi di un attacco all’aereo del leader di Kiev

Non c’è stato alcun attentato e l’aereo del presidente ucraino Volodymyr Zelensky non è stato sfiorato da un drone, bensì a causa di un drone è stato ritardato il suo decollo. Ma non solo. L’incrocio delle traiettorie, degli orari e delle quote di volo del drone e dell’Airbus A319 governativo mostra che non c’è stato nemmeno un contatto ravvicinato.

Zelensky e sua moglie Olena si trovavano martedì a bordo del jet sulla pista dell’aeroporto di Chisinau, capitale della Moldavia, pronti a decollare per Oslo per partecipare il giorno successivo ai funerali del re Harald V di Norvegia, quando un drone ha sorvolato il confine moldavo.

Essendo i cieli ucraini chiusi ai voli civili, dal 2022 il presidente usa gli aeroporti limitrofi (incluso quello polacco di Rzeszów) per decollare. Secondo quanto risulta al Corriere da fonti che si occupano della gestione del traffico aereo, l’A319, decollato da Cracovia, è atterrato alle 15.17 locali a Chisinau per prendere lo staff presidenziale. Alle 16.20 un drone entra nei cieli moldavi. L’aereo con Zelensky sarebbe dovuto decollare intorno alle 16.30,

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