
Antonio è una regola: due anni e via. Stavolta però non ha lasciato ad Allegri un gruppo pronto come aveva fatto ai tempi della Juve. A Max contro l’Arsenal è mancata la ripartenza perfetta, però tre sconfitte di fila pesano…
Stavolta gli è andata male, Antonio Conte non gli ha lasciato una squadra pronta come era successo alla Juve nell’estate del 2013, quando Massimiliano Allegri aveva sostituito il collega, in rotta con la proprietà e subito accasatosi in Nazionale. Stavolta l’eredità di Conte è stata poco cosa, un Napoli spompo, stressato, avvelenato da comportamenti non consoni, come dimostra l’esclusione di Noa Lang per motivi disciplinari, un atteggiamento non appropriato in allenamento nei confronti di un compagno. Conte aveva capito tutto di Noa e aveva benedetto il prestito al Galatasaray. Lang è soltanto una luce rossa sul cruscotto, la spia di un malessere generale. Tre sconfitte di fila – contro Como e Inter in campionato e contro l’Arsenal in Champions – hanno aperto una crisi: se il Napoli non vincerà le prossime due partite, contro Bologna e Fiorentina, la panchina di Allegri entrerà in discussione più di quanto non lo sia oggi.




