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La morte della moglie di Joan Branson poteva essere evitata Sotto accusa l’ospedale di Chelsea

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di Alessandra Muglia

Dal 2018 la donna soffriva di coaguli del sangue ma ricoverata nel Regnio Unito dopo una caduta ai Caraibi non ha ricevuto la terapia ed è stata stroncata da un’embolia polmonare

Avrebbe potuto essere salvata la moglie di Richard Branson, Joan, deceduta  lo scorso novembre al Lister Hospital di Chelsea dove stata trasportata a seguito di una caduta avvenuta dall’altra parte del mondo, nel suo rifugio ai Caraibi. La sua morte, dovuta a un’embolia polmonare, si sarebbe potuta evitare se i medici le avessero prescritto in tempo dei farmaci anti coagulanti. A questa conclusione è approdata l’inchiesta condotta dal tribunale del Coroner di Westminster sulla scomparsa della moglie del fondatore del colosso della Virgin Group, noto per essere diventato nel 2021 uno dei primi turisti spaziali con la Virgin Galactic. 

I risultati dell’inchiesta, riportati da MailOnline, evidenziano gravi mancanze nella gestione medica della paziente. Lady Branson è deceduta il 24 novembre 2025 per  un blocco improvviso di un’arteria polmonare causato da una trombosi venosa profonda. Il medico legale Fiona Wilcox ha confermato che la paziente non ha ricevuto la necessaria terapia con anticoagulanti profilattici, come le iniezioni di Enoxaparina, nonostante la donna presentasse un

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