
di Rinaldo Frignani
Vicedirettore dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale: sui social circolano tesi create dai bot per alimentare dibattiti su notizie false o distorte
«Per il cittadino la disinformazione può diventare una trappola nella quale è facile cadere: un dibattito architettato con l’intelligenza artificiale può catturare l’attenzione e coinvolgere persone già fidelizzate con gli algoritmi per intercettare i loro interessi, persone che non si rendono conto del rischio che la propria opinione ne possa uscire distorta». Nunzia Ciardi, vicedirettore dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale e già a capo della polizia postale, lancia l’allarme sulle nuove forme di infiltrazione e anche di guerra ibrida con le quali l’Italia si sta confrontando da anni, ma che sembrano negli ultimi mesi aver avuto nuovi e inquietanti impulsi.
Direttore, cosa ci troviamo di fronte?
«Quando si vive in contesti storici turbolenti come questi, la guerra ibrida diventa sempre di più un fenomeno con il quale dovremo fare i conti. Anche perché la cifra che la distingue nel dominio digitale oggi è la dissoluzione dei confini fra fenomeni differenti. Difficile insomma dare un’etichetta a determinati eventi: quando ci troviamo di fronte a un attacco a infrastrutture importanti come ospedali, oleodotti o acquedotti è




