
Il tecnico ci racconta la sua Roma: “La società ha fatto un bel lavoro sul mercato. Il Fair Play finanziario? Ci ha costretto a rinunciare a ragazzi che erano entusiasti di venire da noi. Quando abbiamo conquistato un posto in Champions abbiamo rifatto una scena di Banfi”
Nel suo discorso più celebre, il torinese Camillo Benso di Cavour, marzo 1861, arringò: “Roma sola dev’essere Capitale d’Italia!”. Il torinese Gian Piero Gasperini sta semplicemente cercando di realizzare calcisticamente il programma.
Gasperini, ma se sorprende Cristante e Pellegrini che parlano di scudetto e Circo Massimo, li striglia o dice: “Bravi, ragazzi, credeteci”?
“I sogni non si soffocano mai. L’importante è sapere che, quando suona la sveglia, la realtà è un’altra cosa. Poi, se vivi la realtà nel modo giusto, puoi anche farla combaciare con i sogni. Ma non sono discorsi da inizio settembre”.
Com’è l’aria in città dopo la sgommata iniziale?
“La passione c’è sempre stata, ora vedo entusiasmo, ma maturo, consapevole. Più di quanto si creda fuori Roma. Ai romanisti non gliela racconti facilmente. Hanno avuto grandi campioni, grandi squadre. Conoscono il calcio. Oggi sono tifosi soddisfatti. È la mia grande gratificazione. Vederli soddisfatti”.
La cosa più bella che ha visto a Roma?
“Tante… Ovviamente




