
La regista porta La ragazza della Leica in concorso a Orizzonti alla Mostra di Venezia e interviene sulle polemiche per la scarsa presenza femminile nel concorso principale
Alina Marazzi porta La ragazza della Leica in concorso a Orizzonti alla Mostra del Cinema di Venezia. Il film, ispirato al romanzo di Helena Janeczek, arriva in un’edizione della Mostra segnata anche dalle polemiche sulla presenza delle registe nel concorso principale, dove quest’anno figura una sola donna.
Da dove nasce l’idea di La ragazza della Leica?
«Sono sempre stata appassionata di fotografia e mi interessano le fotografe, così come mi interessano le storie delle donne. Il libro di Helena Janeczek, La ragazza con la Leica, è stato un incontro fortunato in questo senso. Conoscevo già il lavoro di Gerda Taro, ma il romanzo mi ha davvero ispirato perché mi ha fatto intravedere una possibilità di narrazione per tasselli, che intreccia la messa in scena, la finzione con il documento, il documento filmico e le fotografie».
A Venezia c’è una sola donna regista in concorso, che ne pensa?
«Io sono in gara nel concorso Orizzonti».
Intendevo quello principale.
«Certamente non sono io a dover rispondere delle scelte editoriali della direzione artistica del




