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Venezuela, adesso l’accordo sul petrolio ha un nome: Nabep. Ma i dubbi restano (e non c’è un barile in più)

di Stefano Agnoli

«L’operatore privato esperto» dell’accordo Usa-Venezuela non è più anonimo: è North American Blue Energy Partners. Ma non basta a rispondere a tutte le domande

Quattro giorni dopo il post su Truth in cui Donald Trump annunciava «il più grande accordo petrolifero della storia», il vuoto si è parzialmente riempito. Lunedì sera la Casa Bianca ha diffuso un fact sheet che dà un nome all’«operatore privato esperto» di cui si parlava e che restava, fino a quel momento, misterioso: è North American Blue Energy Partners, Nabep, società con quartier generale a Bridgetown, alle Barbados, e uffici a Caracas, Maracaibo e Lechería, controllata dall’imprenditore venezuelano Alejandro Betancourt López. Il nome, però, non ha chiuso le domande. Ne ha aperte di nuove, alcune impegnative.

Che cosa sappiamo al momento

La struttura dell’operazione è questa: le autorità provvisorie venezuelane hanno concesso a Nabep concessioni di cento anni su 17 giacimenti con circa 65 miliardi di barili di riserve provate, divisi tra Lago di Maracaibo (greggi leggeri e medi) e Fascia dell’Orinoco (extrapesanti). L’accordo è stato firmato, sul versante americano, dal segretario di Stato Marco Rubio e dal segretario alla Guerra Pete Hegseth. In cambio, l’Office of Strategic Capital

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