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La sinistra tra Borrelli e De Luca

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di Marco Demarco

Che cosa hanno in comune Francesco Emilio Borrelli e Vincenzo De Luca? Praticamente nulla, verrebbe da dire. Ma proprio questo è il punto. Perché non sono estranei, non sono avversari. Sono alleati e non certo a loro insaputa. Movimentista per vocazione, il primo; amministratore da sempre, il secondo: due irriducibili ai quali la coalizione di centrosinistra ha deciso da tempo di allentare la corda. Tanto da non cogliere ciò che le loro gesta, viste invece da vicino e lette in parallelo, mettono a nudo: un «fai da te» pieno di contraddizioni e spinte centrifughe. Con Borrelli che indica la via del giustizialismo sociale e De Luca che, sulle derive identitarie, a buon titolo, può dire: vi avevo avvisato. Insomma, a dividere non ci sono solo le armi a Zelensky e le primarie, queste ultime passate nel giro di una stagione da occasione di rigenerazione politica a strumento di mero inganno.

 Partiamo dal parlamentare di Avs, allora. Saldamente insediato nel territorio dei social, l’unico dove può continuare a fare l’agitatore in chiave individualista, Borrelli occupa lo spazio nuovo di un rivendicazionismo civico che ha poco a che fare con le garanzie procedurali. Infaticabile come pochi

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