
Il nuovo Codice della strada, attorno al quale entro il 13 settembre dovranno esprimersi le associazioni di settore, cambia tutto, ma solo in apparenza. Stabilendo (articolo 3.I.2), come anticipato il 7 agosto scorso da Quattroruote, che gli importi delle sanzioni “possono essere aggiornati solo in caso di variazione, accertata dall’Istat, dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati superiore al 5%, misurata dalla data dell’ultimo aggiornamento”.
In pratica, rispetto alla norma attuale scompare il criterio della variazione biennale e si prende a riferimento l’ultimo incremento. Ciò significa, nella pratica, che fino a quando l’inflazione cumulata resta sotto il 5% dall’ultimo aumento, le multe non salgono. Al superamento del 5%, però, l’aumento sarà pari al dato dell’inflazione registrata a partire dall’ultimo aumento. Senza sconti.




