
Tra l’allenatore della Roma e il suo ultimo acquisto c’è un legame profondo: dal gioco alla gestione dello spogliatoio, dal mercato al futuro, il “GaspeRoon” è una cosa sola
Premessa: nessun calciatore conosce Gasperini meglio di De Roon, nessun allenatore conosce De Roon meglio di Gasperini. Pari, patta. E un patto, quello che esiste tra di loro. Il legame storico, la stima, l’amicizia, la fiducia che impasta la connessione di idee ed intenti, una relazione che è professionale ma anche umana: ci sono pochi esempi, nel calcio di oggi, di rapporti così stretti, così duraturi, così capaci di pensarsi – pur essendo due uomini di grande personalità – come una squadra. Per fare chiarezza: De Roon e Gasperini non guardano il calcio dallo stesso punto di vista – hanno età, ruoli e percorsi diversi – ma gli sguardi di entrambi vanno nella stessa direzione. Fedelissimo, pupillo, feticcio: De Roon per Gasperini è questo, lo dimostra il blitz che a 35 anni l’ha portato alla Roma. È anche, però, molto altro. Il concetto chiave per entrare nel mondo che li contempla, e questo mondo possiamo chiamarlo “GaspeRoon”, è l’etica del lavoro.




