
di Giorgio Pirani
Gli organizzatori si aspettano incassi inferiori allo scorso anno del 10%, ma in molti locali i prezzi restano invariati: «E il caffè a un euro»
Sette ristoranti, quattro bar, l’immancabile libreria e decine di tavoli pronti ad accogliere il pubblico. La Festa dell’Unità 2026 ha aperto i battenti a Borgo Panigale, per la seconda volta nel parco Maurizio Cevenini, riportando in città un appuntamento simbolo della fine dell’estate bolognese. Ma come ogni anno, accanto al programma politico e agli eventi, in molti vengono qui anche per un altro motivo: i ristoranti. Sette, appunto, gli stessi dello scorso anno, anche se i posti a sedere saranno complessivamente 450 in più rispetto allo scorso anno.
Le previsioni degli organizzatori
Ma i punti ristoro quest’anno dovranno fare i conti con quanto spenderanno i visitatori, visto che gli organizzatori si aspettano incassi inferiori allo scorso anno del 10%. Un problema che si riflette anche sui listini, osservati con attenzione dai primi avventori della festa. La linea generale, però, sembra essere quella della prudenza: ritocchi mirati, più che rincari generalizzati, per non allontanare il pubblico. Come fa il ristorante Bertoldo, ormai un pilastro della Festa dell’Unità bolognese: qui fanno sapere




