Home / Politica / Dal Sudtirolo al Donbass, la lezione dell’Accordo De Gasperi-Gruber: «Nessun modello può essere copiato»

Dal Sudtirolo al Donbass, la lezione dell’Accordo De Gasperi-Gruber: «Nessun modello può essere copiato»

image

di Lorenzo Padoan

Lo storico Giorgio Mezzalira: «Oggi l’autonomia è un laboratorio della convivenza, ma serve una prospettiva europea»

Il 5 settembre i presidenti di Italia e Austria, Mattarella e Van der Bellen, saranno i in regione per commemorare gli 80 anni dell’Accordo Degasperi-Gruber, all’origine del percorso autonomistico. Ne parliamo con lo storico Giorgio Mezzalira, che ripercorre la genesi dell’accordo e la sua eredità, richiamata ancora oggi, ad esempio per il Donbass, come possibile riferimento. Un’esperienza da studiare, ma da contestualizzare, perché «nessun modello di soluzione pacifica di conflitti etno-nazionali può essere trasportato uno a uno in realtà diverse da quella in cui è maturato».
 
Professor Mezzalira, il 6 settembre 1946, il giorno dopo, chi poteva dirsi più soddisfatto, l’Italia o l’Austria?
«Se mi è permessa una battuta, i più soddisfatti siamo noi, oggi».

Quando si aprì il negoziato Degasperi-Gruber, la sovranità dell’Alto Adige era ancora realmente in discussione?
«Quando nel luglio 1946 si aprì la Conferenza per la pace a Parigi, la decisione sul mantenimento del confine del Brennero, uscita dal Consiglio dei ministri degli Esteri delle potenze vincitrici nel settembre 1945, era confermata. Le minori rettifiche territoriali richieste dall’Austria non vennero accolte e le sorti dell’Alto

Continua a leggere questo articolo qui

Tagged: