di Francesco Bertolino
Il ceo del colosso tedesco Blume ha iniziato dalla sede di Wolfsburg il tour degli impianti per illustrare il suo piano. Dura la reazione dei rappresentanti dei lavoratori: «Informazioni insufficienti» sul destino di quattro fabbriche in Germania
Oliver Blume conferma l’obiettivo dei vertici di Volkswagen di ridurre l’organico di 100 mila lavoratori entro la fine del 2030. Ma i sindacati temono che il totale dei tagli possa arrivare a 140 mila, mettendo a rischio «un sesto dei dipendenti diretti dell’industria automobilistica tedesca, senza contare le conseguenza sula filiera dei suoi fornitori».
I dettagli del piano
L’amministratore delegato di Volkswagen ha dettagliato per la prima volta il suo piano dinanzi a 10 mila dipendenti di Wolfsburg, la fabbrica principale del gruppo da cui il manager ha iniziato il suo tour degli stabilimenti. Ricevendo, a quanto riferiscono alcune fonti, diversi «boo» dalla platea. Blume ha spiegato che i 50 mila tagli aggiuntivi rispetto ai 50 mila già concordati nel 2024 riguarderanno per metà la forza-lavoro in Germania e per metà il resto del mondo. Ha poi sottolineato che l’azienda intende, per quanto possibile, «continuare a fare affidamento il più possibile» sulle uscite volontarie per attuare i tagli immaginati.




