di Giuliana Ferraino
Il premio Pultizer autore di The Prize: la vera emergenza in Europa è la carenza di raffinerie. Il taglio delle accise? Pesa sul bilancio dello Stato, ma aiuta famiglie e imprese
«La storia delle tasse sugli extraprofitti è una storia di fallimenti: distorcono gli investimenti e rischiano di accelerare la deindustrializzazione dell’Europa», sostiene Daniel Yergin, tra i massimi esperti mondiali di energia, vicepresidente di S&P Global e premio Pulitzer per «The Prize», opera di riferimento sulla storia e il potere del petrolio.
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Sei Paesi europei — Germania, Italia, Austria, Polonia, Portogallo e Spagna — chiedono una tassa comune sui profitti straordinari delle compagnie petrolifere. È una richiesta sensata?
«La storia di queste tasse è molto negativa. Il settore energetico è ciclico: la situazione attuale non durerà per sempre, mentre il prelievo finirebbe per distorcere gli investimenti e contribuire alla deindustrializzazione dell’Europa. È una risposta politica all’aumento dei prezzi, ma osservo queste misure dagli anni Settanta: non raggiungono l’obiettivo dichiarato».
Quale dovrebbe essere l’obiettivo?
«Aumentare la produzione e portare sul mercato nuova offerta, non penalizzare le aziende che operano sotto una pressione enorme, in condizioni difficili e pericolose. Una tassa straordinaria scoraggia gli




