Home / Cronache / Terremoto Amatrice, il racconto dell’ex sindaco Pirozzi. I soccorsi e quella telefonata: «Il paese non c’è più»

Terremoto Amatrice, il racconto dell’ex sindaco Pirozzi. I soccorsi e quella telefonata: «Il paese non c’è più»

image

(LaPresse) «Polvere, tantissima polvere, dolore e urla. Da quel giorno il terremoto ha cominciato a far parte della mia vita». Sergio Pirozzi era il sindaco di Amatrice (Rieti) quando alle 3.36 di notte del 24 agosto 2016 un sisma di magnitudo 6.0 devastò il paese, provocando 239 morti dei 299 totali. In occasione dei 10 anni dal terremoto, Pirozzi racconta a LaPresse quei momenti nel luogo in cui li ha vissuti in prima persona: «Appena sento la scossa corro verso il centro, passando da quello che resta di Porta Carbonara. Il tempo di capire cosa fosse successo in mezzo alla polvere e mi rendo conto delle urla. Si vedeva poco, perché la corrente era saltata e c’era solo la luce della luna piena. Ricordo un forte odore di gas». Poi alle 4.30 una seconda scossa: «Da quel momento il silenzio. Non si è sentito più nulla. Molte persone che erano ancora vive sotto le macerie non c’erano più. E io da sindaco sapevo dove abitavano le persone e quindi sapevo chi non ce l’aveva fatta». Pirozzi racconta poi le ore concitate dei soccorsi e le difficoltà nelle ricerche: «Dopo un’ora sembrava il film Apocalypse Now. Tantissimi elicotteri che portavano via le

Continua a leggere questo articolo qui

Tagged: