
Il ritrovamento della rete abbandonata è avvenuto nel corso della campagna di campionamento biologico «Medias 2026»
Una gigantesca rete fantasma di 4 tonnellate è stata trovata nelle acque di Termini Imerese dai ricercatori del Cnr-Irbim. Si tratta dell’ennesimo caso di ghost fishing, fenomeno per il quale «attrezzi da pesca abbandonati o dispersi in mare continuano a catturare o intrappolare organismi viventi», spiega il Cnr, sottolineando che si tratta di un problema particolarmente rilevante nel Mediterraneo. Il ritrovamento della rete abbandonata è avvenuto nel corso della campagna di campionamento biologico Medias 2026, a bordo della motonave “G. Dallaporta”, che vede impegnate diverse unità di personale dell’Istituto per le risorse biologiche e le biotecnologie marine del Consiglio nazionale delle ricerche di Capo Granitola.
Dopo il suo abbandono, la rete aveva già catturato diversi esemplari di pesci, ora in fase di avanzata decomposizione: ora è stata portata in porto per essere smaltita «Gli animali catturati possono morire e diventare a loro volta esca per altri animali, alimentando un ciclo di catture successive, mentre gli attrezzi, quando entrano in contatto con il fondale, possono danneggiare habitat preziosi come praterie di fanerogame e coralligeno. Nel Mediterraneo il problema è particolarmente rilevante alla luce delle elevate attività di pesca




