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Automotive, è il momento delle cinesi: piccole, elettriche e low cost

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di Massimiliano del Barba

I bresciani premiano city car e modelli accessibili. In calo Bmw (-12%) e Mercedes (-20%)

Quando si parla di auto, la Cina è davvero sempre più vicina. Dal punto di vista industriale, dato che crescono i marchi asiatici che si stanno preparando a produrre direttamente nel Vecchio Continente. Ma anche sul piano commerciale, come testimonia la penetrazione crescente dell’offerta cinese sui mercati europei, italiani e, come vedremo, bresciani.

Gli assetti e le geografie dei distretti automotive stanno mutando profilo rapidamente, premiando Est Europa e Spagna e di fatto (almeno finora) bypassando l’Italia – ancora legata alla Germania – e la sua complessa filiera della componentistica che dalla via Emilia raggiunge Torino passando per Brescia: Geely realizzerà alcune delle sue auto elettriche di fascia alta come Zeekr e Lynk & Co direttamente nel nuovo stabilimento Volvo in Slovacchia, Leapmotor, di cui Stellantis detiene il 21%, punta su Saragozza, Chery si è installata nell’ex stabilimento Nissan di Barcellona, Saic, proprietaria di Mg, ha scelto Ferrol, in Galizia, Great Wall guarda all’Ungheria, come del resto Byd, che ha scelto di costruire a Szeged la sua prima fabbrica europea di automobili.

«Fabbriche nuove, vecchi stabilimenti

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