
Il calciomercato italiano è un po’ così: non possiamo più permetterci quelli che fanno girare il calcio (Mbappé, Haaland…). Se un anno fa accoglievamo rispettosi gli ultratrentenni, quest’estate è sbarcato un plotone di ragazzini
Nonni e bambini sono complici meravigliosi. Giocano insieme, vanno a scuola tenendosi per mano, mentre quelli dell’età di mezzo, gli adulti, sono impegnati a far girare il mondo. Il calciomercato italiano è un po’ così: possiamo permetterci solo nonni e bambini, non quelli che fanno girare il calcio (Mbappé, Haaland…). Un tempo sì: Maradona, Platini… La buona notizia sono i bambini. Se un anno fa accoglievamo rispettosi gli ultratrentenni Modric, Dzeko, De Bruyne, Akanji, campioni considerati ormai superflui dai top-club, quest’estate è sbarcato un plotone di ragazzini con zainetti Erasmus, pieni di sogni e di talento: Alajbegovic (Juve, 18 anni), Mastantuono (Fiorentina, 19), Mora (Roma, 19), Moreira (Milan, 22)… Tutti fantasisti in formazione che promettono l’allegria tecnica di cui abbiamo dannatamente bisogno.
azzurri —
È vero, il Real può riprendersi Paz e Mastantuono quando vuole, rischiamo di allevare i campioni degli altri e di diventare il kindergarden dei ricchi. Un tempo svezzavamo i Kakà, ce li tenevamo stretti e li accompagnavamo fino al Pallone d’oro. Ma è




