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Un Papa al Meeting 44 anni dopo Wojtyla. La nuova fase per Cl

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di Marco Ascione

Il «filo» agostiniano dopo la distanza dal gesuita Bergoglio

È uno di quegli scatti che rimbalzano dalla Rete: c’è un giovane Roberto Formigoni, in piedi, impeccabile nel suo completo blu. Segue la scena con lo sguardo leggermente reclinato; sull’altro lato, don Giussani sorride in ginocchio mentre le sue mani si incrociano con quelle del successore di Pietro, a sua volta proteso verso di lui, come in un presepe.
Sono trascorsi 44 anni. Da allora tutto è mutato e qualcosa è accaduto anche a Cl. Ora un Papa, dopo un lungo digiuno, torna al Meeting. Che cosa significa?

Per capire occorre riavvolgere il nastro. Estate del 1982. Il viaggio in Polonia saltato, una telefonata inattesa del Vaticano al vescovo di Rimini, l’arrivo di Giovanni Paolo II nell’arena di Comunione e liberazione. Esistevano ancora il Muro di Berlino, lo spettro del comunismo e il tallone dell’Unione Sovietica: non è un dettaglio. Karol Wojtyla era il Papa di Cl, l’amico di don Giussani, l’uomo giunto da oltrecortina, dove già aveva conosciuto i ciellini, che con vigore credeva nell’azione dei movimenti. Colui che pochi mesi prima, in febbraio, aveva ufficialmente riconosciuto la Fraternità, allungando su di essa il

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