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Contratti a termine diminuiti del 16% in sei anni, ma il calo riguarda soprattutto gli uomini

di Redazione Economia

Il confronto tra il 2019 e il 2025 nel rapporto Adapt. Tra donne, giovani e lavoratori stranieri i contratti a tempo determinato sono più frequenti

I contratti a termine rispetto al pre-pandemia sono diminuiti. Nel 2019 c’erano circa 3 milioni di dipendenti a tempo determinato, nel 2025 ce n’erano 2 milioni e 517 mila, vale a dire circa 483 mila in meno (-16,1%). Questo calo non è stato costante negli anni. Nel 2020 i contratti a termine erano scesi a 2,61 milioni per tornare sopra i 3 milioni nel 2022 e poi calare nuovamente a 2,94 milioni nel 2023, a 2,74 milioni nel 2024 e a 2,52 milioni nel 2025 (il valore più basso dal 2016).  A fotografare la situazione è un report di Adapt su dati Eurostat, anticipato dal Sole 24 Ore. 

A giugno un nuovo aumento

Per quel che riguarda il 2026, gli ultimi dati Istat mostrano un aumento dei contratti a tempo determinato a giugno. A fronte di un numero di occupati stabile a 24 milioni e 310 mila, i dipendenti a termine erano 2 milioni 542 mila, vale a dire 91 mila in più, un aumento che non si vedeva dal 2021.

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