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di Francesco Crippa
Il segretario regionale di Uiltucs Vassilios Bassios: « Più servizi e attività spariscono, più le nostre valli diventeranno dei grandi dormitori»
In 10 anni, dal 2015 al 2025, il numero di negozi in Trentino è calato di oltre mille unità, cannibalizzato dalla crescita dell’e-commerce. Ma oltre al dato economico, c’è un sottotesto sociale alla crisi del commercio al dettaglio. «Più servizi e attività spariscono, più le nostre valli diventeranno dei grandi dormitori», sottolinea Vassilios Bassios, segretario regionale di Uiltucs, il sindacato Uil di categoria del settore terziario. E da valli dormitorio a valli spopolate il passo non è poi così lungo. È una partita che la politica provinciale è chiamata ad affrontare nell’ultimo scorcio di questa legislatura e, soprattutto, nella prossima. La posta in palio è alta: la tenuta di un modello socio-economico che, finora, ha reso il Trentino una terra attrattiva.
L’indice di fragilità commerciale
«Stiamo incalzando tutti gli attori coinvolti perché venga quantomeno istituito un tavolo di discussione», assicura Bassios. Secondo il segretario Uiltucs, tra le cause dell’emorragia di negozi certificata dai dati pubblicati mercoledì dalla Camera di commercio c’è l’applicazione al Trentino di politiche che non calzano con il tessuto sociale del




