di Federico Fubini
In realtà i reati più gravi calano e l’Italia si conferma tra i Paesi più sicuri. Anche Milano e Roma mostrano livelli di criminalità inferiori a quelli delle grandi metropoli occidentali, nonostante paure e criticità
(Questo articolo è stato tratto dalla newsletter Whetever it takes ad opera di Federico Fubini. Se vuoi iscriverti clicca qui)
Un altro Ferragosto è passato e, con quello, un’altra infornata di dati del ministero dell’Interno sulla sicurezza in Italia. Ma quanto siamo davvero sicuri nelle nostre città e nelle nostre case?
Più di prima, senza dubbio. Nei primi sei mesi dell’anno, rispetto allo stesso periodo del 2025, calano del 15% gli omicidi volontari, dell’11% i furti, del 12% le rapine, del 7% le violenze sessuali, del 9% le truffe e frodi informatiche, del 32% i femminicidi.
Il punto è capire perché. E vi dico subito che non troverete in questo articolo la risposta; non la ho. Troverete però un sintetico quadro della situazione reale, aldilà degli allarmi ad alto impatto emotivo che si susseguono regolarmente dopo ogni fattaccio di cronaca nera.
La selva di decreti
Perché la legislazione sulla sicurezza in questi anni, in effetti, ha spesso reagito a




