
di Redazione Online
L’analisi della Cgia: e-commerce, costi fissi e nuove abitudini trasformano l’artigianato
Di questa tendenza si sono accorti ormai tutti camminando nelle città e nei paesi, che siano grandi capoluoghi o piccoli centri di periferia: è in atto da anni e pare irreversibile. Le botteghe chiudono sempre più, lasciando vuoti i negozi e i locali lungo le strade. La Cgia di Mestre ha messo in fila i numeri degli ultimi dieci anni ed evidenziato che il Veneto ha perso 48 mila imprenditori artigiani, un calo del 26 per cento. Erano 182 mila nel 2015, l’anno scorso il censimento arrivava a 134 mila. E così le botteghe artigiane diventano sempre più rare, «fino a rischiare l’estinzione» sintetizza l’associazione.
Le cause delle difficoltà dei negozi di vicinato, secondo la Cgia, vanno ricercate innanzitutto nella concorrenza della grande distribuzione e dell’e-commerce, che offrono prezzi più bassi grazie alle economie di scala e (per quanto riguarda le spese online) anche una certa comodità e consegne a domicilio. «Un secondo elemento riguarda il cambiamento delle abitudini di consumo, oggi si fanno meno acquisti frequenti e più acquisti concentrati». Infine, il tema dei costi fissi: affitti, utenze, tasse, tutto concorre a




