
di Claudio Bozza
Intervista all’ex ministra al suo bagno di Marina di Pietrasanta: «Le inchieste? Ho la coscienza a posto e non ho paura, perché conosco benissimo tutte le operazioni che ho fatto»
DAL NOSTRO INVIATO
MARINA DI PIETRASANTA (LUCCA) – Le manca il potere da ministra? «Zero. Ho attuato tutto il programma sul turismo. E oggi sono contenta di quello che sto facendo qui». Sono passati cinque mesi da quando Daniela Santanchè, su pressione della premier Giorgia Meloni, ha dovuto lasciare il governo. Al Tala Beach, il bagno inaugurato con il compagno Dimitri Kunz dopo l’addio all’amato Twiga con Flavio Briatore, la «Santa» sembra fluttuare da un tavolo all’altro.
È l’ora di cena. In tanti le reclamano un selfie: «Dani vieni qui!». Lei gongola, si vede. Mentre i clienti cantano a squarciagola Maracaibo. Sui tavoli: orate al sale, mega catalane di scampi e magnum di champagne. Abito floreale verde, bandana en pendant, l’ex ministra appare spavalda come sempre. Accetta di rispondere a tutte le domande del Corriere: dalla perdita del potere, alla sua nuova vita da «bagnina di lusso». La «Pitonessa», soprannome che le affibbiò Giuliano Ferrara, non batte ciglio nemmeno quando viene incalzata sulle complicate vicende




