Ci sono luoghi in cui la geografia ha finito per diventare parte della storia. Gerace è uno di questi. Arroccato su una rupe di pietra arenaria a circa cinquecento metri d’altezza, guarda da una parte verso il Mar Ionio e dall’altra verso le montagne dell’Aspromonte. Non si fa fatica a capire come mai è stato dichiarato tra “I Borghi più belli d’Italia” ed ha ricevuto la Bandiera Arancione del Touring Club Italiano. Basta camminare per le sue strade per capire perché: i vicoli stretti, i portali in pietra, le facciate delle chiese e dei palazzi raccontano una storia lunga secoli.
Vista panoramica dall’alto del borgo di Gerace, adagiato sulla rupe che guarda verso il Mar Ionio
Gerace è conosciuta anche come la “Città delle cento chiese” (oggi non ha davvero cento chiese, ma in passato i luoghi di culto erano effettivamente tanti, ndr). Il centro storico conserva tracce diverse, dalle origini degli insediamenti della Magna Grecia a quelle bizantine fino alla presenza normanna di Ruggero d’Altavilla, figura che ancora oggi occupa un posto importante nel racconto del borgo e che viene valorizzata anche attraverso il network e




