«Siamo fieri custodi di questa terra che parla di uomini, di donne, di vino e di animali. Amiamo la Toscana, la sua cultura e l’arte, i suoi panorami travolgenti, l’incomparabile ricchezza della natura. Biodiversità, armonia del luogo, il sapere contadino e di quello a cui è vocato, sia lui, sia il territorio». Queste sono le fondamenta di Valdicava. Vincenzo Abruzzese dirige la tenuta dal 1987. Martini Bramante, suo nonno materno, aveva acquistato la tenuta nel 1953 e avviato la produzione di Brunello nel 1968.
Vincenzo Abruzzese con uno dei suoi cavalli
Vincenzo si divide fra due grandi passioni: il Brunello e i cavalli. Lo si vede spesso cavalcare nelle vigne e perfino in paese. L’azienda ha circa 27 ettari di vigneto, tutti concentrati nella zona settentrionale di Montalcino, dai piedi del mitico colle di Montosoli fino alla chiesetta della Madonna del Piano, da cui deriva la versione Riserva del Brunello. A torto considerato un modernista, ha una realtà aziendale ben diversa, con botti classiche da circa 30-40 ettolitri. Qui sono maniacali nella selezione in vigna delle uve e le macerazioni, che sono piuttosto spinte.




