A distanza di alcune settimane dall’allarme sul rischio di estinzione della Cinta Senese, il Consorzio di tutela della Dop torna sulla questione e indica ora le misure necessarie per proteggere l’antica razza suina allevata in Toscana. La diffusione della Peste suina africana (Psa), favorita dalla proliferazione dei cinghiali sul territorio regionale, potrebbe infatti vanificare decenni di selezione e recupero. Le proposte si muovono su due fronti: conservare il patrimonio genetico attraverso nuclei protetti di riproduttori e salvaguardare gli allevamenti con il contenimento della fauna selvatica e risarcimenti adeguati al valore della razza.
Alcuni esemplari di Cinta Senese
La popolazione della Cinta Senese è già limitata e, proprio per questo, risulta particolarmente esposta alle conseguenze di un’eventuale emergenza sanitaria. Un focolaio o l’introduzione di restrizioni nelle aree produttive potrebbe provocare un rapido calo del numero di capi, fino a portare la razza sotto la soglia necessaria a conservarne la varietà genetica. La sua sopravvivenza, inoltre, dipende dalla tenuta delle aziende che negli anni ne hanno accompagnato il recupero: mettere al sicuro alcuni riproduttori, dunque, non risolverebbe da solo i problemi di chi continua ad allevarla.
Pianosa e centri genetici per




