
di Marco Galluzzo
Berlino vuole applicare il nuovo accordo europeo. La replica: no, è prematuro. Palazzo Chigi ritiene che la proposta sia stata lanciata per motivi elettorali
Nonostante il tono perentorio utilizzato dal portavoce del ministro dell’Interno tedesco — «Applichiamo il Patto Ue sui migranti, e verranno nuovamente effettuati i trasferimenti verso l’Italia e la Grecia» — quando hanno letto a Giorgia Meloni la nota di Berlino lei ha fatto spallucce e ha lasciato libero il Viminale di replicare.
Le notizie che arrivano dalla Germania lasciano tranquillo lo staff di Palazzo Chigi, per ragioni tecniche, oltre che politiche. In primo luogo perché Meloni e Merz hanno discusso a gennaio, durante la visita a Roma del cancelliere, delle conseguenze del nuovo Patto sulle migrazioni. Quindi nessuna sorpresa, non è un fronte paragonabile a quello aperto con la Spagna negli ultimi giorni. In secondo luogo perché la stessa Commissione europea ha fissato il mese di ottobre come punto temporale di una verifica delle nuove regole.
In sostanza nel governo italiano — al di là dei comunicati ufficiali — si fa notare che persino la cancelleria tedesca, con le note di queste ultime 24 ore che obbligherebbero l’Italia




