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Vino, chi guadagna di più: i 10 campioni di redditività, vincono i nobili toscani da Sassicaia, a Antinori e Frescobaldi

di Anna Di Martino

La classifica delle cantine italiane per redditività (rapporto fra margine operativo lordo e fatturato). Al vertice i produttori del Sassicaia, seguono i bianchi friulani di Jermann (sempre della famiglia dei marchesi)

Non c’è gara: se si parla di redditività vincono le due famiglie toscane, cugine e di sangue blu, Incisa della Rocchetta e Antinori. Sono sempre loro che si aggiudicano i primi quattro posti della top ten delle cantine con la più alta redditività. Al vertice assoluto, secondo l’ultimo Osservatorio dell’Unione italiana vini, c’è la Tenuta San Guido dei marchesi Incisa della Rocchetta, con un indice che raggiunge il 63,2%. Per gli amanti delle statistiche va detto che sono quattro anni che il rapporto tra il margine operativo lordo (Ebitda) e il fatturato conseguito dalla maison di Bolgheri, produttrice del mitico rosso Sassicaia, viaggia sopra il 60%.
Si «accontenta» del 50,5% la cantina friulana Jermann, di proprietà della Marchesi Antinori, famosa per i suoi vini bianchi d’autore: è suo il secondo posto, seguita, al terzo, dalla controllante Marchesi Antinori con un rapporto del 50,2%.

Il caso Marchesi Antinori

È il caso di sottolineare che il risultato della storica maison toscana presieduta da Albiera Antinori è

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