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David Livermore dirige «Le Siège de Corinthe»: «Con Rossini racconto i disastri di oggi»

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di Giuseppina Manin

Il regista porta in scena una rilettura dell’opera, a 200 anni dal debutto, al Rossini Opera Festiva di Pesaro

Se l’assedio di Troia, così tornato di moda grazie al film di Nolan, vedeva i greci avere la meglio su una città e una civiltà dell’Asia Minore, ecco che, oltre due millenni dopo, la storia ribalta i giochi. Anno 1458, a venir assediata stavolta è la greca Corinto, conquistata dai turchi di Maometto II. Una débâcle della cultura emblema dell’Occidente molto sentita negli anni venti dell’Ottocento, con l’Europa schierata con l’indipendenza greca contro l’impero ottomano. 

Un diffuso sentimento filoellenico che Gioachino Rossini intercetta e ne fa il tema de Le Siège de Corinthe, rifacimento francese del Maometto II, accolto con successo a Parigi nel 1826. Titolo che ora, a 200 anni da quella prima, aprirà la 47a edizione del Rossini Opera Festival, l’11 agosto a Pesaro nel nuovo allestimento di Davide Livermore, che firma anche le scene con Eleonora Peronetti e Paolo Gep Cucco, mentre i costumi sono di Gianluca Falaschi. E Carlo Rizzi è alla guida dell’Orchestra del Comunale di Bologna e del Coro Ventidio Basso di Ascoli Piceno. 

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