Il presidente Figc: “Ecco perché abbiamo scelto Diana per gli Azzurri. Roberto il ct più giusto, sento un’energia positiva”
Giornalista
9 agosto 2026 (modifica alle 00:02) – MILANO
Riavvolgere il nastro dei primi cinquanta giorni di Giovanni Malagò alla guida del calcio italiano è un bel rompicapo. E, soprattutto, diventa una missione (quasi) impossibile perché il mondo azzurro è in movimento, un moto perpetuo, un’onda lunga e imprevedibile. Cosa c’entra la rivoluzione culturale dentro ad un universo, spesso, fermo e insensibile al cambiamento? C’entra nella maniera in cui il nome del capodelegazione della Nazionale è Diana Bianchedi.
Una scelta che suona come un contropiede… tutti in attesa, tutti sorpresi.
“Una scelta che risponde a un’esigenza o, meglio, richiesta degli appassionati, della gente, degli italiani: il calcio non deve essere più percepito come una realtà a parte, Diana (Bianchedi, ndr) gode di prestigio e credibilità internazionale, bicampionessa olimpica, un curriculum fatto di studi e specializzazioni, laurea in medicina, master sportivi e manageriali, ruolo apicale in Milano Cortina e vicepresidente vicaria del Coni…”.
Rivoluzione, appunto…
“Rivoluzione culturale, direi. Essere vicepresidente vicaria del Coni e, allo




