
di Massimiliano del Barba
L’analisi di Confindustria. L’export registra una diminuzione del 5,9%, da 1,145 a 1,077 miliardi di euro. Franceschetti (Confindustria): calo riequilibrato dai nuovi mercati
A un anno dall’introduzione dei dazi reciproci statunitensi (correva il 7 agosto del 2025), il mercato americano mostra i primi effetti concreti sulle esportazioni bresciane: tra il periodo precedente all’entrata in vigore delle misure protezionistiche (dal terzo trimestre 2024 al primo quarto del 2025) e quello successivo (terzo trimestre 2025 fino a marzo 2026), l’export della provincia verso gli Stati Uniti – in controtendenza rispetto al dato nazionale – è infatti diminuito del 5,9%, passando da 1,145 miliardi a 1,077 miliardi di euro.
Un risultato oltremodo evidente, se si considera che, in parallelo, le esportazioni complessive del territorio sono aumentate del 2,4%, raggiungendo oltre 15 miliardi di euro. A evidenziarlo è l’analisi contenuta nel quinto numero di BFocus realizzato dal Centro Studi di Confindustria Brescia e OpTer dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.
In tale contesto, si legge nello studio, la dinamica generale riferita al solo mercato statunitense nasconde differenze significative a livello settoriale. I comparti metalmeccanici, da sempre la spina dorsale della manifattura bresciana, hanno sperimentato nel complesso




