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Ceuta, i timori che gli sbarchi non siano finiti. L’Italia per ora non revoca le misure

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di Simone Canettieri

La linea Meloni-Piantedosi: intese coi Paesi di provenienza

Cautela. E riflessioni in corso. Con un timore che sembra andare controcorrente: «L’emergenza di Ceuta non è superata». Dopo il Consiglio europeo straordinario dei ministri dell’Interno (voluto da Italia e Danimarca e spinto alla fine da 22 Stati membri di sabato scorso) nel governo si analizza con attenzione l’esito della riunione. L’idea di creare hub per il rimpatrio in Paesi terzi, in Africa, è stata citata dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi affinché «il Protocollo Albania diventi un modello per l’Europa». Il progetto è stato sposato anche dai ministri di altri 5 governi durante il summit. Gli stessi che stanno negoziando gli hub nazionali con alcuni Paesi africani: Ruanda, Uganda e Ghana.

Tuttavia il commissario agli Affari interni e alla migrazione Magnus Brunner ha frenato sul finanziamento europeo dei centri. Rimandando tutto «al prossimo quadro finanziario pluriennale». Ed è dunque a Bruxelles che si sposterà la trattativa sui fondi da indirizzare, o meno, alla creazione di questi nuovi hub. Se totalmente o per quota parte. Ci sarà da capire per esempio la posizione dei Paesi nordici, sempre molto attenti a non allargare le maglie dei conti comuni,

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