Home / Economia / Il capitale semantico: il patrimonio invisibile che le imprese familiari rischiano di perdere

Il capitale semantico: il patrimonio invisibile che le imprese familiari rischiano di perdere

image

La Rubrica – La Linfa, Storie di imprese familiari

Quando un imprenditore va in pensione, tutti si preoccupano delle quote societarie. Del passaggio dal notaio. Dei clienti da rassicurare, degli immobili da intestare, del capannone da ristrutturare o da vendere. Nessuno si preoccupa di quello che quell’imprenditore porta via nella testa.

Non parliamo di competenze tecniche. Quelle, con un po’ di pazienza e un buon manuale, si trasmettono. Parliamo di qualcosa di più sottile e più potente: il modo in cui quell’imprenditore leggeva il mondo. I criteri con cui decideva cosa era importante e cosa no. Il motivo per cui, di fronte a due opportunità identiche sulla carta, sceglieva sempre quella che nessun consulente gli avrebbe consigliato. E quasi sempre aveva ragione.

Chiamiamolo capitale semantico. È il patrimonio invisibile di significati, valori e criteri decisionali che tiene insieme un’impresa familiare come una grammatica segreta. È la linfa che non sta nei bilanci, non compare nei business plan, non si misura in nessun KPI. Eppure è la cosa che rende un’azienda familiare diversa da una qualsiasi società con lo stesso fatturato e lo stesso numero di dipendenti.

Oggi tutti parlano di trasferimento del know-how. Ma il vero patrimonio da preservare

Continua a leggere questo articolo qui

Tagged: