La speranza che il rallentamento dell’inflazione e il calo dei prezzi energetici potessero finalmente concedere un po’ di ossigeno ai ristoratori britannici è durata poco. A giugno i prezzi di cibo e bevande acquistati dall’hospitality erano aumentati dell’1,8% rispetto a maggio, riportando in primo piano il problema dei costi proprio mentre il settore attraversa un’impressionante fase di ricambio tra aperture e chiusure. Il dato arriva dal Foodservice Price Index di NIQ e Prestige Purchasing, pubblicato pochio giorni fa, costruito sulla base di circa 10,7 milioni di transazioni ogni mese. L’indice ha raggiunto quota 153,1, dopo che a maggio i prezzi erano diminuiti dello 0,1%.
I rincari dei costi e il ritorno dell’inflazione mettono sotto pressione il settore della ristorazione britannica Energia giù, ma il conto del ristorante continua a salire
Il problema è che questa volta non basta il petrolio che sembrava dovesse essere meno caro. Caldo estremo in Europa, problemi nelle forniture, carenza di bestiame e limiti alle quote di pesca stanno esercitando una pressione crescente sulle materie prime. Persino verdure e latticini, che nei mesi precedenti avevano contribuito a contenere l’inflazione, sono tornati a rincarare.



